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“Il bandito della Guerra fredda” di Pietro Orsatti per Imprimatur in libreria dal 30 marzo 2017. Ricostruisce la storia di Salvatore Giuliano e della sua banda e attraverso questa svela la clamorosa messinscena che sta alla base della nascita della Repubblica italiana.

Se l’incubatrice della Guerra fredda fu la Conferenza di Yalta, la Sicilia, dal luglio 1943, rappresentò uno dei primi terreni in cui si iniziò a combatterla. Al centro di questo scenario Salvatore Giuliano, protagonista di una delle stagioni più oscure della storia del Paese e della Repubblica: strumento di intrighi internazionali e di un tentativo di colpo di Stato che doveva scattare immediatamente dopo la strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947 con l’appoggio e l’ispirazione dei servizi statunitensi. Il libro racconta – attraverso l’analisi di documenti, in parte anche inediti, e la rilettura della cronaca giudiziaria e politica dell’epoca – chi fosse il sanguinario bandito di Montelepre: fascista dopo il 25 luglio del 1943, mafioso affiliato alle cosche più potenti del palermitano, separatista per fede anticomunista e, infine, strumento delle trame della nuova politica nazionale. Il peccato originale della Repubblica Italiana.

Scrive l’autore nella nota introduttiva:

Non sono uno storico, e questo non è un libro storico. Sono un narratore, quindi racconto la mia versione; parziale, certamente, come altrettanto incompleta, ma basata su notizie e documenti che ho rintracciato in anni di lavoro ben prima che mi venisse in mente di scrivere questo volume.

Non ho una verità assoluta in tasca. L’unica certezza è che sono nato, e vivo, in un Paese segnato da un profondo e devastante senso di colpa. Un peccato originale che si manifestò simbolicamente nel 1943, quando il primo scarpone di un soldato alleato si posò su una spiaggia siciliana.

Questo libro vuole rappresentare e stimolare una possibile indagine sulla memoria collettiva per riuscire ad individuare quale sia il punto di origine di quello che abbiamo vissuto, e capire cosa siamo diventati. Singolarmente e collettivamente.

Questo libro, quindi, è schierato dalla parte di chi ha subito la violenza aggravata dall’inganno.

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